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Alcune considerazioni sulla cosiddetta Warren Cup

Auteur Francesca Paola Porten Palange
Geplubliceerd in Quaderni Ticinesi, Volume XLVII (2018)
Ticino Notebooks
Pagina's 159-172 (14 pagaina's)
Nummer
N#
L219274
 

Samenvatting

Con Francesca Paola Porten Palange entriamo in età romana e precisamente nel campo minato legato al mondo dei falsi. Si tratta della cosiddetta coppa Warren, acquistata nel 1999 dal British Museum dopo lungo peregrinare a partire dal 1928, anno di morte del suo possessore, e considerata un’opera toreutica di altissimo livello, datata dagli studiosi tra la fine del 1. sec. a.C. e gli inizi del 1. sec. d.C. L’autenticità del manufatto, realizzato in lamina d’argento, è stata già messa in discussione da una studiosa italo-americana che la Porten Palange sostiene, aggiungendo nuove e pesanti prove. Particolare risalto viene dato a certi dettagli iconografici sullo sfondo delle scene di carattere omoerotico che ornano la coppa come, ad esempio, una cetra appesa in maniera insolita ad un supporto invece che alla parete. Anche le figure in primo piano sono molto dubbie perchè prive di paralleli iconografici antichi. Esse infatti sono organizzate unicamente in coppie maschili, mentre in altre produzioni paragonabili le scene a carattere omoerotico si alternano sempre a raffigurazioni di rapporti eterosessuali. Questi elementi confermano in maniera inquietante l’ipotesi secondo la quale la coppa Warren sia un falso eseguito probabilmente nei primissimi anni del ’900, ovvero poco prima d’essere acquistato da Edward Perry Warren dal quale l’opera prese il nome . Sull’avanbraccio destro di uno dei personaggi in amplesso potrebbe esserci la prova decisiva: un’iscrizione mai notata prima e di difficile lettura che va interpretata come la firma del falsario.

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