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Il ciondolo di Sertorio Sertori nel ritratto di Bartolomeo Passerotti

Auteur Angelica Degasperi
Geplubliceerd in Quaderni Ticinesi, Volume XLVI (2017)
Ticino Notebooks
Pagina's 243-258 (16 pagaina's)
Nummer
N#
L219299
 

Samenvatting

Angelica Degasperi analizza un dipinto del 1577 del pittore bolognese Bartolomeo Passerotti con il ritratto del conte modenese Sertorio Sertori. Questo porta al collo un medaglione figurato sul quale in passato si è voluta riconoscere il ritratto di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. Ciò portò a considerare la medaglia come un’onorificenza concessa al Sertori dallo stesso sovrano. Questa interpretazione è ora messa in discussione dall’autrice: la testa raffigurata sul ciondolo si discosta per la forma di barba e naso dalla fisionomia caratteristica di Carlo V e reca invece una corona vegetale e una pelle di leone legata sul davanti – attributi che suggeriscono un’interpretazione come Ercole. Benché il nobile modenese fosse notoriamente appassionato collezionista di monete antiche, si scarta l’ipotesi che il ciondolo possa essere un cimelio del passato acquistato dal conte. L’autrice pone l’accento sulle evidenti differenze tra le monete conosciute recanti la testa di Ercole e la figura ritratta sul medaglione. Maggiori sono le similitudini con la statua dell’Ercole Farnese, rinvenuta nella prima metà del Cinquecento e fonte d’ispirazione per molti artisti rinascimentali sia sui medaglioni che nelle imitazioni di monete antiche. A tali produzioni dovette appartenere anche il ciondolo del Sertori che, con ogni probabilità, volle rendere omaggio a Ercole II, allora duca di Ferrara, di Reggio e della sua amata Modena.

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