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L'area sacra di Bioggio. Complesso cultuale o parte di un impianto produttivo-residenziale di II e III secolo d.C.?

Auteur Moira Morinini
Geplubliceerd in Quaderni Ticinesi, Volume XXXIV (2005)
Ticino Notebooks
Pagina's 283-318 (36 pagaina's)
Nummer
N#
L219615
 

Samenvatting

Anche quest’anno abbiamo dato spazio alla storia del Cantone Ticino, addirittura con due contributi. Il primo, scritto da Moira Morinini, è dedicato agli scavi e alle ipotesi ricostruttive che riguardano l’area sacra di Bioggio, un centro che nell’antichità era situato a capo di lago di uno dei rami del Ceresio e che quindi era di importanza per i traffici nord-sud. All’interno di un recinto quadrato sono stati rinvenuti un podio con sopra un tempietto prostilo con due colonne a capitello corinzio in marmo bianco proconnesio importato dalla Turchia! Per il Ticino si tratta di un caso unico che architettonicamente si differenzia dai templi di tipo gallo-romano, soliti nelle provincie a nord delle Alpi, e si riallaccia invece al tipo del sacellum in antis, le piccole cappelle dei luoghi di sosta il cui modulo è ripreso anche nei Lararia domestici. L’analisi molto curata della Morinini propone poi una ricostruzione e interpretazione dell’intero complesso sacro dedicato a Giove Ottimo Massimo, compresi i ritrovamenti ceramici e monetari, che indicano una utilizzazione dell’area tra il il I e il IV sec. d.C. La costruzione vera e propria del temenos è attribuita al II sec. d.C., quando il complesso faceva parte di una struttura pubblica con bagno riscaldato associata alle pratiche di culto del santuario.

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